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Pubblicato: 05/12/2016 11:37:00
Alessandra Novellone
IL SENSO DELLA NEVE NELLA PITTURA DELL’ETÀ DEL REALISMO E DELL’IMPRESSIONISMO: DA COURBET A VAN GOGH
13 dicembre 2016 – martedì

Per un pittore rappresentare la neve è un vero virtuosismo, un gioco sottile di “ton su ton” tra bianchi immacolati, grigi perlacei, tocchi di azzurro pallido. Nonostante le difficoltà, molti artisti hanno amato cimentarsi con questo soggetto, specie tra la fine dell’800 e il primo ‘900. In questo periodo assistiamo al passaggio da una pittura di sapore ancora tardo-romantico ad una pittura impressionista e post-impressionista, in cui la lunga pennellata pastosa tipica del Realismo si alleggerisce nei toni e si fa più fluida nella stesura, o addirittura si frantuma in filamenti e trattini compositi, alla ricerca della massima luminosità. I pittori rispondono ad una esigenza non solo di stile, ma anche concettuale, che riflette il passaggio dall’età del Realismo a quella del Simbolismo: ora la rappresentazione di vette innevate, tetti imbiancati, lucidi patinoires traduce il desiderio nostalgico di evasione in una dimensione spirituale, incontaminata, lontana dai falsi miti dell’industrializzazione e del progresso tecnologico, dal caos plumbeo delle città. È un fenomeno di respiro europeo, che indagheremo nelle opere di artisti come Courbet, (si, proprio lui, che scopriremo essere grande pittore della neve…), Monet, De Nittis, Cezanne, Pissarro, Van Gogh, senza dimenticare i “nostrani” Segantini, Longoni, Fornara.


Ore 17.30. Sala della Passione, palazzo di Brera, via Brera 28.

Partecipazione gratuita per i soci.

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