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Pubblicato: 21/06/2016 10:24:00
Luca Mozzati
CAMBOGIA, IL DIVINO E LA GIUNGLA
Da sabato 12 a domenica 20 novembre 2016

Complessi monumentali di dimensioni autenticamente sovrumane nobilitano come apparizioni surreali le giungle, le sconfinate risaie e i solenni corsi d’acqua affiancati da primitivi villaggi della Cambogia. I 276 complessi templari di Angkor Wat, fantasticamente emergenti tra immensi specchi d’acqua come trasfigurazioni in pietra di un mondo irraggiungibile e delle sue divinità, a volte addirittura personificate nelle colossali immagini delle guglie dei templi, scandiscono con le loro dimensioni e la sbalorditiva qualità dei rilievi scolpiti la più estesa area archeologica del mondo. Templi induisti e buddisti si alternano, senza soluzione di continuità, nell’immensa area, sovvertendo ogni logica del visitatore europeo, costretto a ragionare con parametri del tutto nuovi.
Intenso e affascinante il viaggio si immerge a esplorare il significato di imprese architettoniche così impressionanti, svelandone le matrici e gli impensabili legami con le recenti e tragiche vicende del paese, immergendosi in una dimensione fisica e spirituale sconosciuta alle esperienze della cultura occidentale.


Sabato 12 - Milano/Phnom Penh

Nella mattinata ritrovo in aeroporto e viaggio aereo con voli Singapore Airlines: Milano Malpensa/Singapore SQ 367 - 11,00/5,55.


Domenica 13 - Phnom Penh

Atterrati a Singapore nelle prime ore del mattino, si prosegue in coincidenza con volo Singapore/Phnom Penh MI 602 - 7,40/8,35.
All’arrivo nella capitale cambogiana, terminate le pratiche doganali, immediato trasferimento nel centro cittadino e sistemazione presso l’elegante Intercontinental hotel (www.ihg.com): mattinata di riposo e pranzo libero.
Phnom Penh città è una città moderna e caotica, dove i luoghi di interesse sono decisamente pochi. Per fortuna il Museo Nazionale, pur non essendo immenso (e questo è un vantaggio!) conserva numerosi capolavori della scultura khmer che spaziano dal V al XII secolo, e permettono un inquadramento di quanto si visiterà in seguito. La più celebre attrazione cittadina è costituita dal Palazzo Reale, col pesante complesso della Pagoda d’Argento, grossolana rivisitazione di motivi architettonici tradizionali. Cena in albergo.


Lunedì 14 - Phnom Penh/Siem Reap
La moderna strada nazionale per Siem Reap (presso il sito di Angkor Wat) segue il tracciato dell’antica Via Reale. Una sosta al no-tevole tempio di Kuh Nokor permette un primo approccio all’architettura khmer. Si prosegue quindi lungo strade di campagna che costeggiano corsi d’acqua coi caratteristici villaggi su palafitte e aree agricole, fino al sito di Sambor Prei Kuk (presso Kompong Thom), l’antica città di Isanapura capitale del regno di Cenla nel VII secolo. È una vasta area archeologica, immersa nei boschi, an-cora poco frequentata dai visitatori, che comprende tre aree monasteriali: il gruppo Sud del prasat Yeay Poan, il gruppo centrale del prasat Tor e il gruppo Nord del prasat Sambor. È il più importante complesso di torri-santuario in muratura del periodo preclas-sico ed è fondamentale perché anticipa tutti i temi architettonici e stilistici dell’architettura di Angkor.
Pranzo in ristorante e, in serata, arrivo a Siem Reap dove si alloggia presso il prestigioso ed elegante Angkor Palace Resort & Spa (www.grandsoluxeangkor.com): cena libera.


Da martedì 15 a venerdì 18 - Angkor Wat

Quattro giornate interamente dedicate alla visita di Angkor Wat e dintorni. Ci si muove sempre abbastanza presto per evitare il caldo e godere delle ore migliori per le visite.
Di seguito i più importanti complessi che visiteremo, cercando sempre di rispettare un ordine cronologico o topografico e soprat-tutto di muoverci “controcorrente” rispetto ai gruppi turistici.
Angkor Thom, Bayon, Ta Prohm, Prasat Kravan, Mebon, Pre Rup, Prah Khan, Banteay Kdei, Neak Pean, Srah Srang, Banteay Srey, Banteay Samre, Beng Mealea, gruppo di Roluos, Pra Kho, Bakong, Lolei, AngkorWat, Kbal Spien. L’ordine delle visite sarà deciso in situ con la guida locale. È impossibile rendere conto, anche in modo estremamente succinto, della dimensione dei complessi architettonici, assolutamente priva di paralleli in occidente, che si articolano in un’area sterminata, realizzati nel corso di diversi secoli, modificando la topografia della zona con la creazione di vastissimi bacini d’acqua navigabili nei quali e sui quali si affacciano colossali templi, quasi fantasmagoriche apparizioni di cittadelle cosmiche nella giungla. La cittadella fortificata di Angkor Thom con le sue imponenti mura e le splendide porte monumentali fu eretta sul finire del XII secolo dal grande re Jayavarman VII che ordinò anche la costruzione, al centro del quadrilatero fortificato, del Bayon: il più enigmatico e suggestivo fra tutti i templi eretti dagli Khmer. Bassorilievi di enorme realismo e forza espressiva fanno corona a 54 torri-santuario al culmine di ognuna delle quali quattro enormi volti in pietra, orientati sui punti cardinali, proiettano l’immagine del bodhisattva Lokeshvara. Le immagini “romantiche” che hanno creato il “mito” di Angkor prendono consistenza improvvisa dietro il muro di arenaria lungo 3.200 metri che racchiude Ta Prohm, il grande monastero buddhista che Jayavarman VII consacrò nel 1186 e che gli archeologi hanno volutamente lasciato quasi intatto, nello stato in cui venne ritrovato: giganteschi alberi sorgono fra l’intrico di torri santuario, enormi radici avvolgono le gallerie, folti arbusti germogliano dai tetti di ogni costruzione e il visitatore non riesce più a distinguere l’opera dell’uomo dalle creazioni della natura. Una delle più antiche costruzioni sacre di Angkor è il Prasat Kravan del 921: cinque santuari dalle eleganti forme dedicati al culto del dio Vishnu, costruiti in mattone e allineati su un basamento volto a Est. Sempre il mattone venne largamente utilizzato per edificare nel 952 il Mebon, il tempio che sorgeva su un isolotto artificiale al centro del bacino del Baray orientale. Solo nove anni più tardi il re Rajendravarman fece erigere il Pre Rup, il grandioso tempio-montagna dai caldi colori ocra. Al periodo “aureo” di Jayavarman VII risalgono il grandioso santuario buddhista di Prah Khan, il tempio della “Sacra Spada”, il monastero di Banteay Kdei, la “Cittadella delle celle” monacali, gli enigmatici e suggestivi bacini sacri di Neak Pean, i “Serpenti intrecciati”, e la piscina delle abluzioni pubbliche, il Srah Srang. Fra tutti i complessi quello sicuramente più celebrato è però Angkor Wat, il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte khmer. Misura un perimetro esterno di 1.800 metri per 1.300 e il santuario centrale ha una superficie di 215 metri per 186 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che dominano il paesaggio. Milleduecento metri quadri di raffinati bassorilievi offrono la spettacolare testimonianza di un’arte figurativa di eccelsa raffinatezza. Eretto quando in Italia si consacrava la cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre-Dame, è l’emblema della Cambogia e incredibile dimostrazione delle grandiose società del tempo nel Sud-Est asiatico. Banteay Srey: “la Cittadella delle donne”, costruita nel 967. Circondato dalla boscaglia, è un tempio di modeste dimensioni ma da molti è considerato il gioiello dell'architettura khmer. Banteay Samre, costruito da Suryavarman II nella stessa epoca di Angkor Wat e anch'esso dedicato al culto vishnuista. Eccezionale è l’opera di restauro che vi è stata compiuta nel secolo scorso e che ne ha valorizzato l’eleganza delle forme architettoniche e la raffinatezza delle decorazioni. Nel corso delle giornate è prevista una sosta per il pranzo in ristorante mentre le cene sono sempre libere.


Sabato 19 - Siem Reap/Singapore
Nel corso della mattinata navigazione sul Tonle Sap, lago-fiume poco profondo sul quale vivono migliaia di pescatori in case su barche, con scuole e mercati galleggianti: forse un po’ intrusiva come visita, ma chiude il viaggio in rilassatezza se sapremo comportarci con la dovuta discrezione.
Pranzo in ristorante locale e, nel pomeriggio, trasferimento in aeroporto per la prima tappa del volo di ritorno in Italia Siem
Reap/Singapore MI 633 - 16,35/22,15.


Domenica 20 - Singapore/Milano
Nel cuore della notte, proseguimento del viaggio di rientro con volo diretto Singapore/Milano Malpensa SQ 387 - 1,40/7,50.


Quota individuale di partecipazione minimo 15 - € 2.870 (cambio applicato 1 euro = 1,12 dollari USA)
Iscrizioni in corso sino ad esaurimento dei posti disponibili (acconto euro 1.000)
Saldo entro 15 giorni dalla partenza
Supplemento camera singola € 520



Modalità di pagamento:

- Bonifico bancario a favore di Celeber srl - Milano
IBAN: IT89O0569601600000018882X00 (causale: ABP Cambogia - “Cognome partecipante”)
- Assegno bancario “non trasferibile” intestato a Celeber srl - Milano


La quota comprende:
Viaggio aereo con voli di linea, tasse aeroportuali e un bagaglio da stiva max 30 kg, sistemazione in camera a due letti presso gli alberghi citati, una cena in albergo, sei pranzi in ristorante, trasferimenti visite e ingressi come da programma, facchinaggi in Cambogia, assistenza culturale di Luca Mozzati, polizza di assistenza “medico-bagaglio-annullamento”.


La quota non comprende:
Gli extra in genere, le bevande, visto d’ingresso in Cambogia (30 usd da versare in aeroporto all’arrivo a Phnom Penh), le mance e quanto non espressamente citato nel programma.


Assistenza Culturale
Luca MOZZATI

Laureato con lode in Lettere Moderne con indirizzo artistico nel 1987, svolgo attività di conferenziere e storico dell’arte. A queste attività “istituzionali” affianco quelle relative alla progettazione e allo sviluppo di itinerari che spaziano dalla visita a un monumento a viaggi di più giorni in ogni angolo del pianeta, preceduti da lunghi soggiorni per comprendere a fondo il paese da visitare. Fotografo professionale e autore di una trentina di libri di storia dell’arte e di guide artistiche, dal 2002 sono consulente nella progettazione e nello svolgimento di programmi di Corporate Social Responsability per diverse aziende, dove curo programmi teorici e outdoor impostati su tematiche di carattere storico-artistico-archeologico, facendo dei temi di crescita del management e del team building esperienze di autentico arricchimento intellettuale ed emotivo per i partecipanti e mirando a risultati di non effimera rilevanza sociale.

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