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Pubblicato: 09/02/2016 11:48:00
Alessandra Novellone
NAPOLI, “NOBILISSIMA E SPLENDIDISSIMA CITTÀ”
Da venerdì 13 a domenica 15 maggio 2016

Napoli, la “nobilissima e splendidissima città” secondo la felice definizione del Tasso, ci attende con la sua inconfondibile atmosfera mediterranea, i suoi insigni monumenti, e uno dei Musei più importanti d’Italia, quelle Gallerie di Capodimonte a cui dedicheremo tutto il tempo che meritano. Formidabile mix di fascino fanée e insopprimibile vitalità, di cultura raffinata e di popolaresca, disincantata saggezza, l’antica Partenope non è molto cambiata rispetto a quando era tappa obbligata per gli aristocratici sulla rotta del Gran Tour, ammaliati dal contrasto tra la durezza aspra della vita nei vicoli bui e la grazia naturale del suo magnifico golfo, dominato dall’inconfondibile sagoma del Vesuvio.


Venerdì 13 - Milano/Napoli
Ritrovo in stazione Centrale, piano binari di fronte alla libreria Feltrinelli, alle ore 8,15.
Viaggio in carrozza standard con treno Alta Velocità FrecciaRossa “1000” da Milano a Napoli - 8,30/12,48.
Dopo una pausa per il pranzo libero, iniziamo il nostro percorso con il Museo di Capodimonte, al quale riserveremo una visita approfondita, che riguarderà in particolare il nucleo storico delle raccolte di dipinti dei Farnese, con capola-vori di Simone Martini, Masaccio, Mantegna, Bellini, Botticelli, Raffaello, Lotto, Tiziano, Parmigianino, fino a Caravaggio e ai caravaggeschi, (questi ultimi proprio a Napoli hanno trovato il loro luogo d’elezione).
Al termine della visita si raggiunge il Grand Hotel Oriente (www.grandhoteloriente.it), moderna ed elegante struttura nel centro del capoluogo partenopeo. Sistemazione e cena in un caratteristico ristorante, da sempre punto di riferimento della gastronomia partenopea, dove potremo gustare i piatti tradizionali della cucina napoletana.


Sabato 14 - Napoli
L’itinerario è incentrato sul Decumano, a partire dal complesso monumentale di Santa Chiara. Oltrepassata la piazza del Gesù, con il trionfo barocco dell’obelisco dell’Immacolata, arriviamo all’omonima chiesa, eretta agli inizi del ‘300, destinata ad essere il Pantheon dei sovrani: in fondo alla navata giganteggia quanto resta del sepolcro di Giovanni d’Angiò, il più grande monumento funebre del Medioevo italiano. Dal cortile si accede al chiostro dell’annesso mona-stero delle Clarisse, coevo alla chiesa, ma completamente trasformato nel ‘700 da Domenico Vaccaro in una selva di 72 pilastri ottagonali interamente rivestiti da 30.000 “riggiole”, cioè piastrelle policrome dipinte da Donato e Giuseppe Massa con una lussureggiante ornamentazione di tralci di vite, limoni, glicini, che citano le stesse piante poste tra i pi-lastri, in un’incantevole fusione di artificio e natura, nel più puro e leggiadro gusto Rococò.
Visitiamo quindi uno dei luoghi d’arte più suggestivi di Napoli: la cappella Sansevero, nota per il celebre “Cristo velato” di sorprendente illusionismo, opera di Giuseppe Sanmartino del 1753, e per le altrettanto virtuosistiche statue con il “Disinganno” e la “Pudicizia” di Antonio Corradini. Aleggia nella cappella l’ombra inquietante del suo titolare, il principe Raimondo di Sangro, inventore, scienziato, letterato, ma anche negromante e Gran Maestro della massoneria, dalla fama sulfurea...
Dopo la sosta per il pranzo in una delle caratteristiche pizzerie contrassegnate dal marchio ”doc” che punteggiano la strada, ci dirigiamo al Pio Monte della Misericordia, eretto nel 1601 per accogliervi i bisognosi.
Al suo interno spicca il capolavoro di Caravaggio, datato 1607 “le sette opere di misericordia”: vero e proprio tour de force compositivo, di forte impatto teatrale, la tela dal profondo significato morale segna un ulteriore passo avanti nella discesa agli Inferi propria dell’ultima attività dell’artista, con un chiaroscuro più netto che scolpisce drammatica-mente le forme.
Il nostro itinerario prosegue nel quartiere di “Spaccanapoli“, a cui corrisponde una delle tre arterie maggiori della Na-poli greco-romana, il Decumano inferiore, dove nel Medioevo si concentrarono chiese e conventi. Qui sorge il Duomo, il cui originario nucleo due/trecentesco è stato modificato nei secoli successivi; ma la cappella Minutolo conserva ancora la struttura e la decorazione gotica originaria, con il pavimento a mosaico e gli affreschi di Montano d’Arezzo.
È del primo ‘600 invece la strabiliante cappella del Tesoro di S. Gennaro, edificata per ringraziare il Santo dopo la fine dell’epidemia di peste del 1527, trionfo barocco sfarzoso immerso in una luce dorata, in cui spicca il busto/reliquiario del Santo, capolavoro dell’arte gotica. Qui per tre volte all’anno si radunano folle di fedeli che attendono la liquefa-zione del sangue del Patrono, in un clima in cui si intrecciano intensa devozione e superstizione.
Dopo una sosta in albergo, ha luogo una serata particolare ed esclusiva, ospiti della celebre affabilità partenopea in una villa napoletana, immersa in uno splendido giardino, nella zona di Posillipo, dove è offerto un menù tipico e per-sonalizzato in una cornice davvero suggestiva, riservata soltanto a noi!
E rivivremo l’atmosfera del capolavoro di De Nittis, “Pranzo a Posillipo”…


Domenica 15 - Napoli/Milano
La mattinata è dedicata a due appuntamenti molto diversi tra loro, che vanno a completare la nostra conoscenza delle bellezze artistiche della città. Il primo ha luogo in Via Toledo, spartiacque dei Quartieri Spagnoli, arteria elegante e vi-vace: la nostra meta è Palazzo Zevallos Stigliano, costruito tra 1637 e 1639, oggi sede delle raccolte di banca Intesa e Fondazione Cariplo, che ci daranno un’idea dell’evoluzione della pittura a Napoli tra XVII e XIX secolo: dalla svolta naturalistica impressa da Caravaggio, presente con un’opera estrema, datata 1610, il “Martirio di Sant’Orsola” realiz-zato per il principe Marcantonio Doria, ai fasti della stagione barocca, rappresentata da pittori come Luca Giordano e il Solimena, alle vedute di Van Wittel, premessa 700esca alla ricca collezione di paesaggi, genere che nell’ ‘800 conobbe una straordinaria fioritura grazie agli artisti delle Scuole di Posillipo e di Resina.
Torniamo quindi nella zona di Capodimonte, per immergerci questa volta in un’esperienza, la visita alle catacombe di S. Gennaro, che ci riporta indietro di millenni, un vero tuffo nell’era mitica degli albori del Cristianesimo, alla scoperta di strade, basiliche, antichi sepolcri scavati nella roccia vulcanica, con affreschi e mosaici in cui Oriente ed Occidente si incontrano e si confrontano. Quelle di San Gennaro sono le più significative dell’Italia meridionale, sia per antichità di fondazione, (risalgono al II secolo), sia per gli affreschi realizzati fino al X secolo.
Pranzo libero e, raggiunta la stazione ferroviaria di Napoli Centrale, ha inizio il viaggio in treno di ritorno: posti riservati in carrozza standard con treno Alta Velocità FrecciaRossa “1000” da Napoli a Milano Centrale - 15,05/19,29.


Quota individuale di partecipazione minimo 15 - € 980
Iscrizioni in corso sino ad esaurimento dei posti disponibili (acconto euro 350)
Saldo entro 15 giorni dalla partenza
Supplemento camera singola € 140


Modalità di pagamento:
- Bonifico bancario a favore di Celeber srl - Milano
IBAN: IT89O0569601600000018882X00 (causale: ABP Napoli - “Cognome partecipante”)
- Assegno bancario “non trasferibile” intestato a Celeber srl - Milano


La quota comprende:

Viaggio in treno Alta Velocità con posti in classe standard, trasferimenti in pullman a Napoli come da programma, si-stemazione in camera a due letti presso gli alberghi citati, tre pasti in ristorante con bevande incluse, visite e ingressi come da programma, assistenza culturale di Alessandra Novellone, polizza di assistenza “medico-bagaglio-annulla-mento”, mance.


La quota non comprende:

Gli extra in genere, 2 pasti liberi e quanto non espressamente citato nel programma.


Assistenza Culturale

Alessandra NOVELLONE
Laureata con lode in Lettere Moderne con indirizzo in storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Mi-lano con una tesi sulle vetrate artistiche del primo ‘900, ha collaborato per alcuni anni con una casa edi-trice, diventando pubblicista. Entrata in ruolo come docente di materie umanistiche, ha insegnato per oltre 15 anni storia dell’arte, italiano e storia in alcuni istituti superiori milanesi, mettendo a punto una forma-zione composita che privilegia un approccio multidisciplinare. In parallelo a queste attività, dal 1986 collabora con l’associazione Amici di Brera, per la quale elabora e svolge visite guidate, percorsi didattici e conferenze, con particolare riferimento all’arte dal XV secolo al primo Novecento. Ama i piccoli musei, i luoghi un po’ appartati e lontani dalle rotte turistiche più frequentate, i tesori ancora poco conosciuti di cui è ricca l’Italia. Autrice di articoli di approfondimento su temi storico/artistici, ha pubblicato “Arte e Zodiaco” (Sassi, 2009) e “Milano, una metropoli d’arte” (Sassi 2010), scritti a 4 mani con il collega e amico Stefano Zuffi.

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