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Pubblicato: 13/07/2015 11:40:00
Paola Rapelli
L’ICONOGRAFIA DELLA GRANDE MADRE, DALL’ANTICHITÀ MEDITERRANEA AL RINASCIMENTO, TRA FISICITÀ E SPIRITUALITÀ
22 settembre 2015 – martedì

La Dea Madre, o Gea, è una delle fi gure femminili archetipiche più note. Il suo culto risale al periodo primitivo in cui la donna, simbolo della terra in quanto madre, sovrintendeva non solo ai riti della nascita, ma anche a quelli della morte. Tutti i simboli che si collegano alla Grande Madre, o si riallacciano alle proprietà del “materno”, sono contraddistinti da una forte ambivalenza, una duplice natura, positiva e negativa al tempo stesso, quella della madre amorosa e della madre terribile. Attraverso il ciclo delle stagioni Gea muore e si rigenera, come la Luna. L’arte interviene da subito in questo sistema di conoscenze con una reazione di sorprendente sincretismo: l’archetipo iconografico si stabilizza e rimane costante dall’Antichità al Rinascimento, con l’inserimento all’inizio dell’età cristiana di aspetti legati alla mutata spiritualità. Dalla Venere di Willendorf alle Vergini 300esche, dagli idoli cicladici a Maria, dolce icona rinascimentale, si dipana un unico, magico racconto, in cui il linguaggio dell’arte si esprime in tutta la sua potenza.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, Via Brera 28.

Partecipazione gratuita per i Soci.

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