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Pubblicato: 17/07/2014 11:00:00
Alessandra Novellone
Giovanni Segantini, il "gigante della montagna", a Palazzo Reale
16 ottobre 2014 - giovedì

Al mito della montagna come topos della Rivelazione, simbolo di una trascendenza che va al di là della stessa religione, luogo ancora incontaminato rispetto alla crescente industrializzazione, Segantini credette davvero intimamente, un po’ come Gauguin aveva pensato di trovare nei Tropici un novello Eden, in cui fosse ancora possibile ritrovare una perfetta armonia tra l’uomo e la Natura. E l’evoluzione del suo stile esprime con estrema coerenza questa fede: il suo linguaggio cambia infatti nel tempo, dalla pittura tonale usata per rendere le nebbie e la morbida luce della Brianza, all’adozione della tecnica divisionista per restituire la luce cruda ed abbagliante, l’atmosfera tersa delle Alpi svizzere. Ne scaturisce un naturalismo visionario in perfetto accordo con le tendenze simboliste proprie della fi ne dell’800, e un’interpretazione della poesia delle vette che non è più né romantica né realistica, ma profondamente personale, in linea con un panteismo di sapore quasi buddista. L’esposizione di Palazzo Reale ci permette di rivedere quadri noti e opere meno conosciute di questo pittore dal tocco inconfondibile.

Ore 10.45. Ritrovo alla biglietteria della mostra a Palazzo Reale, piazza Duomo 12.
Quota di partecipazione € 23.

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