Tag Titolo Abstract Articolo
Pubblicato: 30/06/2014 09:29:00
Alessandra Novellone
Giovanni Segantini, la poesia delle vette
24 settembre 2014 - mercoledì

Se c’è un artista al quale si possa applicare la formula arte = vita, questi è proprio Giovanni Segantini. La coerenza tra le sue scelte esistenziali e la sua ricerca artistica è infatti
impressionante. In parallelo con l’omaggio tributatogli nella mostra a Palazzo Reale, ne approfondiamo la vita e l’opera, inscindibilmente legate. Partito da condizioni diffi cilissime,
rimasto orfano in tenera età, sradicato dalle natie montagne del Trentino, egli seppe rovesciare queste infelici premesse e plasmarsi un destino all’insegna del successo e di un lussuoso tenore di vita, sorretto da una ferrea determinazione e da altrettanta ambizione, diventando così un pittore affermato, e il patriarca di una numerosa e devotissima famiglia. In un percorso che è una sorta di graduale ascesa/ascesi verso l’alto, e in un crescente isolamento, Segantini passa dalle dolci ondulazioni della Brianza ai monti dei Grigioni e al Maloja, alla ricerca di
un contatto sempre più ravvicinato con una natura che progressivamente si fa più impervia, selvaggia, sublime, arrivando ad esprimere il valore simbolicamente trascendente delle vette.
E la sua morte, poco più che quarantenne, sullo Shafberg, a mt. 4880 di altitudine, finì per suggellarne il mito di “gigante della montagna”.

Ore 17.30. Sala della Passione, cortile del Palazzo di Brera, via Brera 28.
Partecipazione gratuita per i soci.

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