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Pubblicato: 14/11/2017 15:17:00
Alessandra Novellone
VENEZIA, ANDIAMO ALLA FENICE!
Da venerdì 16 a sabato 17 marzo 2018

Per il nostro consueto appuntamento primaverile in laguna, a grande richiesta proponiamo una due giorni che ha il suo fulcro nello spettacolo “La Boheme” di Giacomo Puccini alla Fenice: un’occasione per vivere dall’interno l’atmosfera di uno dei teatri più celebri al mondo, inaugurato nel 1792 e risorto letteralmente dalle sue ceneri dopo il devastante incendio del 1996 al motto di “com’era, dov’era”. Intorno a questo evento proponiamo un percorso che per la sua valenza scenografica ben si accorda con l’esperienza teatrale, in buona parte incentrato sulla figura di Veronese e sulla sua arte spettacolare; un percorso che ci porterà alla chiesa di S Sebastiano, testimonianza del magistero dell’artista, in SS. Giovanni e Paolo, alla Scuola grande della Misericordia, oggi spazio polivalente.
Alle Gallerie dell’Accademia non mancheremo di visitare la mostra in corso per il bicentenario dalla fondazione.
A completamento, una visita allo squero di S. Trovaso dove maestri d’ascia provetti ci spiegheranno tutto quello che c’è da sapere sulle gondole e sui segreti di fabbricazione di queste affascinanti imbarcazioni, vere icone della Serenissima.


Venerdì 16 - Milano/Venezia
Ritrovo in stazione Centrale, piano binari di fronte alla libreria Feltrinelli, alle ore 8,00.
Viaggio in carrozza standard con treno Alta Velocità FrecciaRossa da Milano a Venezia - 8,15/10,40.
Mentre il servizio di facchinaggio riservato trasporta i bagagli in albergo, in vaporetto si naviga verso il canale della Giudecca e Fondamenta Zattere, nei pressi delle quali si trova lo “squero” di S. Trovaso, uno dei pochissimi ancora attivi in città, dove si costruiscono e si riparano le gondole. Questa volta non ci limitiamo ad osservarlo da fuori, ma lo visitiamo con la guida di uno “squerarolo”, come sono chiamati i maestri d’ascia, che ci illustra tutte le tecniche, i segreti, le curiosità di queste particolari imbarcazioni, ancora oggi rigorosamente fatte a mano, simboli della Serenissima per antonomasia.
Dopo la sosta per il pranzo libero, incontriamo poi la bella chiesa di S. Pantaleone, meglio nota ai Veneziani come di S. Pantalon: l’edificio, ristrutturato nella seconda metà del ‘600, presenta uno spettacolare soffitto, che con i suoi 443 metri quadrati rappresenta il dipinto su tela più grande del mondo: la mirabolante prospettiva denota uno spiccato gusto per il teatro barocco, teso a suscitare la meraviglia nello spettatore. L’autore, Giovan Antonio Fumiani, impiegò oltre 20 anni per realizzarlo, ma morì poco prima dell’inaugurazione…
La bellissima tela di Veronese con “S. Pantaleone risana un fanciullo”, opera estrema databile al 1588, al termine della sua brillante carriera, celebra la figura del Santo, noto per i suoi poteri taumaturgici.
Rimanendo sempre nel sestiere di Dorsoduro, in un angolo appartato che fronteggia il canale della Giudecca, sorge la chiesa di S. Sebastiano, luogo del cuore di Veronese, che vi ha lasciato la sua impronta più significativa decorando quasi interamente il suo interno, con interventi che si snodano durante tutto l’arco della sua carriera, dal 1555 al 1581; fino a trovarvi sepoltura, dopo la sua morte, nel 1588. Sacrestia, soffitto, pareti delle navate, presbiterio rifulgono delle caratteristiche tonalità veronesiane, luminose e fredde, applicate a virtuosistici scorci prospettici, in scene di nobile classicità.
Al termine delle visite, sistemazione presso l’hotel Monaco e Gran Canal (www.hotelmonaco.it), albergo di charme situato alla confluenza tra il Canal Grande e il bacino di San Marco. Tra le sue sale è ancora visibile il celebre “Ridotto” di Palazzo Dandolo, la bisca preferita da Giacomo Casanova. Cena libera.
In serata possibilità di assistere alla rappresentazione dell’opera di Puccini “La Bohème”, presso il Teatro La Fenice.


Sabato 17 - Venezia/Milano
Ci rechiamo alle Gallerie dell’Accademia per la mostra “Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia”, curata da Fernando Mazzocca, che celebra il bicentenario dalla fondazione, mettendo in risalto il ruolo fondamentale rivestito da Canova, Hayez e Leopoldo Cicognara nel rilancio culturale della città. Cicognara lavorò in sinergia con lo scultore e il pittore per dare vita ad un museo di alto livello, recuperando le opere trafugate dai Francesi, (tra cui la quadriga di San Marco, simbolo della Serenissima), acquisendo i disegni di Giuseppe Bossi, seguendo gli artisti contemporanei, in anni cruciali per lo sviluppo del Romanticismo. Tra le opere esposte, la Musa Polimnia di Canova, dipinti di Hayez, oggetti di arredo e di arti decorative. Pranzo libero.
L’itinerario dirige ora verso la sponda lagunare del sestiere di Cannaregio, dove troviamo la basilica dei SS. Giovanni e Paolo: tempio dei Domenicani, adorno di capolavori di Bellini, Lotto, Bassano, Tullio Lombardo, nella vasta cappella del Rosario ospita un ciclo di grandi teleri di Veronese, provenienti dalla antica chiesa delle Zattere, dallo spiccato carattere barocco ante-litteram.
Raggiungiamo quindi la chiesa di S. Lazzaro dei mendicanti, oggi parte integrante dell’ospedale civile di Venezia, opera di uno dei più valenti collaboratori di Palladio, lo Scamozzi. Destinata ad ospitare anche concerti, il che spiega lo spazioso vestibolo, costruito per isolarla dal rumore, al suo interno conserva, oltre a dipinti di Tintoretto e Salviati, un “Cristo in croce” di Veronese di profonda intensità drammatica, con echi tizianeschi.
In chiusura è il turno della Scuola grande della Misericordia, una delle più antiche della città, nata nel 1261. Ricca di lasciti e rendite, proprietaria di numerosi immobili, la scuola forniva ogni anno le doti a 60 ragazze indigenti e sanava i piccoli debiti dei confratelli. La sede, costruita al principio del XIV secolo, fu più volte rimaneggiata, fino a quella definitiva di metà ‘500 su progetto di Sansovino; affrescata e ornata di teleri, sciolta all’inizio dell’800, divenne sede di una società sportiva ai primi del ‘900. Caduta in uno stato di degrado, ne è uscita da pochi anni grazie ad un intelligente restauro, che l’ha riconsegnata alla città come spazio per eventi, nel rispetto della splendida architettura preesistente.
Completate le visite, si raggiunge la stazione ferroviaria di S. Lucia da dove ha inizio il viaggio di ritorno, in carrozza standard, con treno FrecciaRossa da Venezia a Milano Centrale - 17.50/20.15.



Quota individuale di partecipazione minimo 15 - € 520
Iscrizioni in corso sino ad esaurimento dei posti disponibili (acconto euro 200)
Saldo entro 15 giorni dalla partenza
Supplemento camera singola € 140


Modalità di pagamento:

Assegno o bonifico bancario a favore di Celeber srl - Milano
• IBAN: IT89O0569601600000018882X00 (causale: ABP Venezia Fenice - “Cognome partecipante”)


La quota comprende:
Viaggio in treno Alta Velocità con posti in carrozza standard, sistemazione in camera a due letti presso gli alberghi citati, prima colazione in albergo, biglietto ACTV di libera circolazione per 2 giorni, visite e ingressi come da programma, trasporto bagagli stazione/albergo/stazione, assistenza culturale di Alessandra Novellone, mance, polizza di assistenza “medico-bagaglio-annullamento”.


La quota non comprende:

Gli extra in genere, tre pasti, le bevande, lo spettacolo teatrale e quanto non espressamente citato nel programma.


Note:

Per lo spettacolo de “La Bohème” in scena venerdì sera sul palco de La Fenice, sono disponibili per i partecipanti biglietti di “platea A” al prezzo di euro 200.
Informazioni dettagliate presso la Segreteria associativa.


Assistenza Culturale

Alessandra NOVELLONE
Laureata con lode in Lettere Moderne con indirizzo in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi sulle vetrate Liberty, ho collaborato per alcuni anni con una casa editrice, diventando pubblicista. Entrata in ruolo, ho insegnato per oltre 15 anni storia dell’arte, italiano e storia in alcuni istituti superiori milanesi, mettendo a punto una formazione che privilegia un approccio multidisciplinare. Dal 1986 collaboro con l’Associazione “Amici di Brera” elaborando e svolgendo visite guidate, percorsi didattici, conferenze. Per l’Associazione, di cui sono consigliera, curo la redazione dei programmi culturali, e sono responsabile dell’organiz-zazione delle conferenze. Autrice di articoli di approfondimento su temi storico/artistici, ho pubblicato “Arte e Zodiaco“ (Sassi, 2009) e “Milano, una metropoli d’arte” (Sassi, 2010), scritti a quattro mani con il collega ed amico Stefano Zuffi.

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